BUSTO ARSIZIO – Una “Stanza della Vita” nel reparto di rianimazione dell’ospedale: l’ha donata l’Aido di Busto Arsizio, nella speranza che «possa far rinascere tante vite», come auspica Maria Iannone, presidente della sezione Don Gnocchi di Aido. La stanza accoglierà i familiari di pazienti gravissimi o appena deceduti, nel momento in cui dovranno compiere la scelta se autorizzare o meno la donazione degli organi con l’espianto. «Una decisione che può contribuire a salvare vite» ricorda Francesca Crespi, direttore sanitario di Asst Valle Olona.
I numeri e il trend
Nel corso del 2025, in ASST Valle Olona si sono registrati numeri confortanti: 3 percorsi di donazione multi-tessuto, 7 di donazioni multi-organo da donatore a cuore battente, 198 donazioni di cornee e prelievi di tessuti corneali (396 cornee totali) e 6 percorsi di donazione di tessuto muscolo-scheletrico (attualmente attivo solo nel presidio di Gallarate). Ma il trend sulle donazioni, rivela il presidente di Aido Lombardia Antonio Sartor, e le stanze della vita possono dare una mano per invertirlo: «Non è una scelta facile, serve cuore e non è facile farla in un brutto posto. La bellezza di questi locali aiuterà a dire sì». E la presidente Maria Iannone aggiunge: «Auspichiamo che il tema della donazione di organi diventi sempre più sentito dalle persone».
La Stanza della Vita dell’ospedale di Busto Arsizio, la quinta in tutta la Lombardia, è il frutto di una donazione da 7000 euro da parte di Aido. È pensata come luogo «accogliente, vicino alla rianimazione, facilmente accessibile e in grado di ispirare serenità», come rivela Adelio Scorti, una vita come medico in ospedale a Busto e oggi volontario Aido. Alle pareti ci sono due quadri del celebre pittore bustocco Carlo Farioli, donati dagli eredi, e uno, intitolato “Perfect union”, donato da Manuela Carnini, artista e chirurgo vascolare, mentre Brazzelli 1923 ha offerto i tendaggi. «Un ambiente tranquillo in cui poter parlare della donazione di organi e spiegare quali sono i motivi per cui è importante donare – sottolinea Grazia Zaza, responsabile dell’attività di prelievo di organi e relazioni con le famiglie dei donatori – rispondendo agli interrogativi e ai dubbi che, spesso, bloccano l’attività di donazione».
l’inaugurazione della Stanza della Vita erano presenti i vertici di Asst Valle Olona, il primario di anestesia e rianimazione Daniel Covello ma anche molti esponenti delle associazioni e una rappresentanza bipartisan dell’amministrazione comunale (Vincenzo Marra e Maurizio Maggioni). È «un luogo intimo dove prendere decisioni importanti e complesse, quando non c’è una volontà espressa sulla donazione degli organi – sintetizza il direttore generale di Asst Valle Olona Daniela Bianchi – è lo spazio più appropriato per i familiari nel quale essere consigliati, guidati e confortati da figure professionali preparate». Per il direttore sanitario Francesca Crespi «non è solo un luogo, ma il simbolo di quello che stiamo facendo, dare dignità a quel momento della scelta che arriva nel frangente più doloroso di separazione dalla persona cara». E il consigliere Vincenzo Marra, infermiere di professione, non nasconde la sua «emozione. La donazione di organi è uno degli atti più alti di generosità umana: un abbraccio che continua oltre il dolore, un sì alla vita che non si spegne».


