Il Lodigiano in maglia nera: “Donare organi è importante”. Campagna informativa al via

la donazione di organi torna al centro dell’attenzione grazie a una campagna di informazione promossa dal Comune di Lodi insieme ad AIDO – Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, con l’obiettivo di aiutare i cittadini a decidere in modo libero e consapevole al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. Come ha spiegato la vicesindaca Laura Tagliaferri, la possibilità di esprimere la propria volontà sulla donazione è attiva a Lodi dal 2016 (a livello nazionale dal 2014). “È una facoltà del cittadino – ha sottolineato – e in assenza di diniego può essere esercitata anche dai familiari. Non esiste un limite di età e questa scelta è sempre importante”. Proprio l’invecchiamento della popolazione, spesso vissuto come un ostacolo, può invece diventare un elemento “tampone” utile e temporaneo per chi necessita di un trapianto di organi, perché la donazione è possibile anche in età molto avanzata. Un nodo centrale resta la mancanza di informazione.

“Spesso si arriva allo sportello impreparati – ha aggiunto Tagliaferri – e nel dubbio si dice no”. E proprio per questo il Comune ha voluto predisporre negli uffici anagrafe e all’Urp alcun depliant, espositori informativi e cartelli contenenti le risposte alle principali domande poste dai cittadini proprio sul tema della scelta della donazione degli organi. Il Comune ha scelto inoltre di introdurre anche un’informativa online per chi prenota digitalmente il rinnovo della carta d’identità. Sul valore culturale della donazione si è soffermata la consigliera comunale con delega alla salute Silvana Cesani, ricordando come il territorio lodigiano sia ricco di associazioni impegnate nella promozione della donazione di organi, sangue e midollo osseo. “Le paure esistono – ha detto – e vanno affrontate apertamente. Il percorso è rigoroso: una commissione accerta la morte cerebrale, un’altra valuta la donazione”. In Italia sono circa 5 milioni le persone che hanno espresso il proprio sì nel registro nazionale, ma restano circa 8mila pazienti in attesa di trapianto. Nel Lodigiano, come ha chiarito Giusy Baffi, presidente provinciale Aido Lodi, secondo i numeri aggiornati al 9 gennaio dal Ministero della Salute, la media dei consensi alla donazione è del 63,6%, contro il 36,4% di no, rendendola una delle province meno generose della Lombardia.

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